CXXXIII. AGLI AMICI. SCUSA DEL MIO POCO PARLARE CELEBRANDO IL RITORNO DELLA FIGL...
Nel fiso riguardar l'amato obbietto
Del mio lungo desir tanta è la piena,
La dolce piena del paterno affetto,
Che il gaudio quasi a delirar mi mena.
L'anima, tutto abbandonando il petto,
Corre negli occhi; e amor ve l'incatena:
Ruba ogni altro sentir l'alto diletto;
E vivo il respirar mi mostra appena.
O voi che all'amor mio qui cerchio fate
Cortesi amici, in cui s'accoglie e splende
Quanta puote in bell'alme esser bontate;
Se in dì sì lieto il mio tacer v'offende,
Se da me son diviso, ah perdonate:
Il soverchio gioir muto mi rende.