CXXXIII

By Guittone d'Arezzo

Partito sono dal viso lucente,

e penso se pote esser veritate.

Pensando miro e guardo infra la gente,

e non mi rende il sole claritate.

Poi sospiro e dico: Ohimè, dolente,

taupino me, che spero vanitate!

Perduto aggio lo core con la mente,

e son silvaggio dell'umanitate,

ché per amore aveva ricevuto,

pensando che Iddio m'avea donato

di ben servire a del mondo la fiore.

E, me partendo, sono sì smarruto,

che, se di presto non son ritornato,

eo moriraggio per lo suo amore.