CXXXIII

By Pietro Bembo

Se stata foste voi nel colle Ideo

tra le Dive, che Pari a mirar ebbe,

Venere gita lieta non sarebbe

del pregio, per cui Troia arse e cadeo.

E se ´l mondo v´avea con quei, che feo

l´opra leggiadra, ond´Arno e Sorga crebbe,

et egli a voi lo stil girato avrebbe,

ch´eterna vita dar altrui poteo.

Or sete giunta tardo a le mie rime,

povera vena e suono umile, a lato

beltà sì ricca e ´ngegno sì sublime.

Tacer devrei, ma chi nel manco lato

mi sta, la man sì dolce al core imprime,

che, per membrar del vostro, oblio ´l mio stato.