CXXXIV. PER SAN LUIGI GONZAGA.
— Vile umana grandezza, a che mi tenti?
A che uno scettro, a che mi mostri un trono?
E m'inviti a salirlo, e mi rammenti
L'inclito sangue di che nato io sono?
Misero onor de' miseri potenti,
Tu fai gran rombo, ma non sei che un suono!
D'odii cinta e d'affanni e tradimenti
Vile umana grandezza, io t'abbandono. —
Così disse il Gonzaga; e in manto abbietto,
Corse in braccio a Gesù; vinse la guerra
Che il mondan fasto gli movea nel petto.
Oh forte! oh saggio! che di santo zelo
Fervido il cor si fe pusillo in terra
Per farsi grande e glorioso in cielo.