CXXXIV

By Giacomo Lubrano

O Parelia del Cielo augusta mole,

ricca di più miracoli che sassi:

non più di tue pitture il bel vedrassi,

che a maestri Pennelli erano scole.

Pel tuo Zodiaco d'oro invido il Sole

bramò stampar religiosi i passi.

Or in un monte vil d'orridi

la Terra, che ti sfece, anco sen' dole.

Pur Fenice impetrita a le memorie

viva risorgerai: l'età futura

l'ombra ne adorerà pinta in Istorie.

Se ne l'esser mancasti, il nome dura:

e per far certa fé de le tue glorie,

Evangeliche Penne ornan le mura.