CXXXIV

By Matteo Bandello

Vinto dal sonno i' riposava alquanto,

allorché di Titon la bella Aurora,

esce, partendo, dell'albergo fora,

e Progne rinovella il vecchio pianto.

Ed ecco del mio letto al destro canto,

madonna i' sento, che s'assise allora,

dicendomi: – che vuoi? Qui pur son ora –!

E quella man mi sporse amata tanto.

Ond'io che di sognarmi immaginai,

per l'insolita gioia fra me dissi:

– beato me, se non mi sveglio mai –!

E perché gli occhi poscia i' non aprissi,

dormir eternamente i' desiai,

ma che madonna a canto i' mi sentissi.