CXXXIX. CONTRO UN CENSORE CHE PRETENDEVA DOVERSI MODIFICARE DUE STROFE NELL'ODE ...

By Vincenzo Monti

Ahi vana speme, ahi vano

Dei sacri carmi amor!

Poveri versi in mano

D'un asino censor,

Che non dell'arte delfica

Ma sol dovrìa dei ragli giudicar!

Chi fia di sciorre ardito,

Giudice Mida, il canto?

Cessa il non sano invito,

Gentile amico; e il vanto

De' lunghi orecchi indocili

A fronte china impara a rispettar.