CXXXIX

By Luca Contile

Con le penne d'amor tutte di fiamma

in pensiero puro ed in sereno core

scende dal ciel come saetta d'arco

lo spirito ch'infonde pace e vita,

scaccia gli errori, e 'l rio piacer de l'ombre

e muta in vita eterna eterna morte.

Avea molt'anni pria l'ingrata morte

guasta la vita con terrestre fiamma,

per cui s'ascose il sol fra le folt'ombre

dove l'umano e mal accorto core

vivo sembrava in miserabil vita,

segno agli strali del sensibil arco.

Ma poi che venne chi spezzò quel arco

e trionfò morendo de la morte,

e rese col livor lume a la vita,

restò sì vinta da divina fiamma

la vita che si sente intorno al core

luce e sereno, disgombrando l'ombre.

E se spesso ritorna ella entro a l'ombre

e cede a morte rinovando l'arco,

n'è sol cagion la libertà del core,

che s'odioso esser deve a l'empia morte,

egli la segue e ne la mortal fiamma

fa traboccar la tenebrosa vita.

O già scontenta e desolata vita,

poscia felice e libera da l'ombre,

perché lasci amorzar l'eterna fiamma

e ripigliare a l'empia morte l'arco?

Non vedi tu che piangerà per morte

eternamente il ravvivato core?

Deh, voltati a colui che cerca il core

per più bel cambio, o dolorosa vita;

e con sua vita fuggi da la morte,

e pon la luce ov'hanno luoco l'ombre.

Spezzisi in te de la ria morte l'arco

e i fieri umor disecchi eterna fiamma.

Arda celeste fiamma umano core

franga sì l'arco e sì discacci l'ombre

ed a morte mortal dia vita morte.