CXXXIX

By Ludovico Leporeo

Questa che sembra rigida ed infesta,

Di faccia orrenda e di tremenda vista,

Con torvo aspetto del dispetto attrista,

Lemura infausta e maschera funesta.

Ma chi scernesse poi quale è cotesta

Guancia di rose a bei ligustri mista

Diverria del bel viso iconomista,

Idolatra di donna in gonna onesta.

Così Febo talor se nube gli osta

Mostra faccia men chiara e men venusta,

Ed Ecate s'ecclissa all'ombra opposta.

Ma s'egli svela sua sembianza augusta,

Con diluvio di rai la sbanda e scosta,

Molce il mar, placa Borea, e 'l tempo aggiusta.