CXXXIX

By Francesco Petrarca

Quanto piú disïose l' ali spando

verso di voi, o dolce schiera amica,

tanto Fortuna con piú visco intrica

il mio volare, et gir mi face errando.

Il cor che mal suo grado a torno mando,

è con voi sempre in quella valle aprica,

ove 'l mar nostro piú la terra implica;

l' altrier da lui partimmi lagrimando.

I' da man manca, e' tenne il camin dritto;

i' tratto a forza, et e' d' Amore scorto;

egli in Ierusalem, et io in Egipto.

Ma sofferenza è nel dolor conforto,

ché per lungo uso già fra noi prescripto

il nostro esser insieme è raro et corto.