CXXXIX

By Auteur inconnu

Siàn gli Uniti che 'n piacere

vogliàn vivere e godere.

Questo qui è 'l Magrin grasso

che ci acconcia la cucina;

e per darci qualche spasso,

dà a ciascun la sua gallina:

un fagian per medicina,

per volerci mantenere.

Ciascheduno ha la suo dama

ché la notte non rincresca

com'è giorno e ognuno brama

di ballare alla moresca:

e così d'accordo in tresca

ce n'andiàn, cantando, a bere.

Noi pensammo il primo giorno

non prezzar oro o argento;

né siàn come alcun qui intorno

che ne vuol trenta per cento;

ancor poi non è contento

perché piú vorrebbe avere.

Giovanetti, se volete

che la dama v'accarezzi,

co' danari che voi avete

fate lor di questi vezzi;

né vi dolga che si spezzi,

ché se n'ha un gran piacere.

Voi vecchion ch'avete il modo,

trionfare allegramente,

vi morrete a ogni modo,

che la roba è poi niente:

se la bestia non si sente,

attendete almeno a bere.

Ricchi, donne e artigiani,

imparate dagli Uniti:

non stentate come cani

sinché gli anni sien finiti,

state sempre in su' conviti

e poi aspetti chi ha avere.