CXXXIX

By Domenico di Giovanni

Mille saluti a Mona Checca, e Nanni,

E di', ch'io mi consumo di vederli;

E vo dove fe' Cristo a sé venerli

Per vestir santa Chiesa de' suoi panni.

Mandami Pagol quel degli Alamanni,

Che 'l mio farsetto è da chiamare smerli;

Da i lacci, e dagli occhielli è fatto a merli;

Alle stringhe, e' botton fa mille inganni.

Avviseraimi se la mia cognata

Ha ancor lavato il capo a Don Baccello,

Se non, è me' ch'aspetti la brinata.

Che versandosi l'olio d'un otrello

Sel bee la State 'l palco; e la vernata

Nol trarresti de' fessi col coltello.

Torniamo al Giubberello,

Che vedendolo i birri, e Fallalbacchio,

Fuggirien come Nibbi al Spaventacchio:

E non vale un pistacchio;

Se fusse a i birri, come al diavol croce,

Vale un tesoro per chi sta 'n sul noce.