CXXXV. A BEATRICE TRIVULZIO, DEDICA DI ALCUNI VERSI COL TITOLO DI .
A te che in tuo pensiero
Giudice primo e vero
Fai della sacra arte de' carmi il cor,
E dove il cor non parla
Altro non sai stimarla
Che vano di parole alto rumor;
A te, se tanto lice,
Consacro, inclita Bice,
Il canto che mie cure aspre blandì,
Quando per empio fato
Agli egri occhi involato
Il caro io mi temea raggio del dì.
Degl'infelici amica
Verace anima antica
In questa per gran colpe orrida età,
Non disdegnar l'umìle
Offerta mia, che vile,
Se fia giudice il cor, non ti parrà.