CXXXV

By Giovan Battista Nicolucci

Ella tacer dovea, se mostro m'ave

quanto ben empio sia l'intimo core;

a me toccava dirle che il dolore

de la morte per lei non mi fia grave.

Poi che l'alma, ch'ancor quel viso pave,

altro che il suo languir non mandò fore,

né ch'io più viva mi comporta amore,

chi le dirà che mi è il morir soave?

Tanta forza non ho ch'io volga i passi

a lei che il sangue e ogni virtù m'ha spento,

né respirar potrei, se pur vi andassi;

parli mia penna il mio penoso intento,

e le faccia saper sì come i' lassi

mia vita, e per suo amor ne sia contento.