CXXXV

By Auteur inconnu

Dappoiché 'l gran Soffì ha soggiogato

la Persia e la Sorìa,

di nuovo ha disegnato

di sottopor l'egitto e la Turchia

alla sua monarchia;

ma perché 'l suo disegno non sia 'nvano,

condotto ha questo invitto capitano.

Ed è tanto il valor che 'n questo regna

che insino in quelle parte

è nota la sua insegna:

nome che tenne già l'antico Marte;

né compagnia piú degna

al mondo oggi si truova che la nostra,

siccome il nome e 'l bel vessillo mostra.

Ma se pare ad alcuno il nome brutto

di quel vaso che bolle,

non pensi al nome, ma riguardi al frutto;

perché non dà o tolle

il nome, e questo volle

la fama sua e de' compagni insieme,

ché senza lui a far il Soffì teme.

Onde del suo gran regno persiano

questo gentil signore,

come vedete, a questo capitano

manda oggi imbasciadore,

perché gli porta amore;

e per far lui e chi 'l serve contento,

manda gran quantità d'oro e d'argento.

Però mostri ciascun festa e letizia;

massime i macinati,

ché sotto questa novella milizia

sarete ricreati

e di nuovo esaltati;

siccome vuole e piace alla fortuna,

che nulla è stabil mai sotto la luna.