CXXXV

By Francesco Beccuti

Là dove inchina il bel Metauro il corno

al tempio sacro a l'adriatich'onde,

volgo il pensiero e dico: ivi s'asconde

quel sol che agli occhi miei solea far giorno.

Quando fia mai che de' suoi raggi adorno

rischiari le mie notti atre e profonde

e del Tebro fiorir veggia le sponde

ed il bel colle Augusto al tuo ritorno?

Mentre ciò chieggio, il rimembrar mi giova

del suo nome gentile i primi accenti,

ed ivi qualche pace il cor ritrova;

ma il fin, che mi dice anni e non momenti,

per sì lungo aspettare in me rinnova

i sospiri e le lacrime e i lamenti.