CXXXVI

By Lorenzo de' Medici

Non de' verdi giardini ornati e c¢lti

dello aprico e dolce aere pestano,

veniam, madonna, in la tua bianca mano,

ma in aspre selve e valli ombrose còlti:

ove Venere, afflitta e in pensier' molti

pel periglio d'Adon, correndo invano,

un spino acuto al nudo piè villano

sparse del divin sangue i boschi folti.

Noi summettemmo allora il bianco fiore,

tanto che 'l sacro sangue non aggiunge

a terra: onde il color purpureo nacque.

Non aure estive o rivi tolti a lunge

noi nutriti hanno, ma sospir' d'Amore

l'aure son sute, e lacrime fûr l'acque.