CXXXVI
Di paesi lontan, donne, vegnàno
per vostro amore, e l'arte del pittore
con somma diligenza noi facciáno.
Colla nostra arte imitiàn la natura,
e siàn mastri perfetti;
quando abbiàno a fare una figura,
troviàno i vaselletti
dove serbiàno i buon colori eletti
acciocché piú bel getto far possiàno.
Se noi vogliàno al natural gittare,
talvolta i nostri ingegni
bisogna per tal opra assottigliare;
pennegli grossi e degni
adoperiàn co' nostri buon disegni,
ch'ogni figura bella dipigniàno.
La tavoletta abbiàno pe' colori
per potergli acconciare;
la mistione è fatta di liquori
ch'ognun di noi sa fare;
dell'olio ancor bisogna adoperare,
col quale opera degna poi facciáno.
E però, donne, se niuna bramassi
far far qualche pittura
ch'al natural di lei assomigliassi,
siccome fa natura,
farénlo noi, avendo buona cura
di farlo in modo che vi contentiàno.
La biacca de' colori è la maestra,
e lacca adoperiàno;
bisogna alla figura la man destra
quando noi lavoriàno,
e la bacchetta aver dall'altra mano;
così natura facendo, facciáno.