CXXXVII

By Ludovico Leporeo

Provai sempre in amare aspro disastro

In frequentato luogo ed in silvestro,

Fiero il mar, sordo il ciel, rigido ogni astro,

E crudo Amor più di ceraste alpestro.

Questo d'un biondo crin con aureo nastro

Trasse il mio cor ne le sue reti destro,

Ond'io non torni in libertà fugastro;

Diello in preda a' colubri, in logro a l'estro.

Per addolcir quest'aspe a me sinistro

Non mi valsero lagrime né inchiostro,

Né di cetra armonia, né suon di sistro,

Mentre da ferree spranghe in ermo chiostro

Trassemi a rimirar l'empio ministro

Mostro raro, ma rio del secol nostro.