CXXXVII
Provai sempre in amare aspro disastro
In frequentato luogo ed in silvestro,
Fiero il mar, sordo il ciel, rigido ogni astro,
E crudo Amor più di ceraste alpestro.
Questo d'un biondo crin con aureo nastro
Trasse il mio cor ne le sue reti destro,
Ond'io non torni in libertà fugastro;
Diello in preda a' colubri, in logro a l'estro.
Per addolcir quest'aspe a me sinistro
Non mi valsero lagrime né inchiostro,
Né di cetra armonia, né suon di sistro,
Mentre da ferree spranghe in ermo chiostro
Trassemi a rimirar l'empio ministro
Mostro raro, ma rio del secol nostro.