CXXXVII

By Berardino Rota

O di luce nemica e di pietate

Lucina, o novo inexorabil mostro

uscito fuor del nero infernal chiostro

per tor bellezza al mondo ed honestate;

nuda non ti vid’io de le beate

intatte membra il vivo avorio e l’ostro

bagnar in fonte, perché fossi a nostro

danno qual già né in questa o in altra etate.

Empia, devei pur tu sì fier destino

vincer, ma ben te vinse invidia e sdegno,

temendo in terra il bel raggio divino.

Né però giunse il van pensero al segno,

ché più di te riluce a Dio vicino

la bella donna nel celeste regno.