CXXXVIII

By Lorenzo de' Medici

Per lunga, erta, aspra via, nell'ombre involto,

scorgendo Amor lo mio cieco pensiero,

mossi i piè per incognito sentiero,

avendo il disio già verso il ciel vòlto.

Per mille errori alfin, con sudor molto

all'orizzonte del nostro emispero

pervenni, indi in eccelso e più altero

loco, di terra già levato e tolto.

Della gran scala al terzo grado giunto,

consegnommi alla madre il caro figlio:

se ben confusa allor mostrossi a noi.

Quindi, in più luminosa parte assunto

potei mirare il Sol con mortal ciglio,

né mai cosa mortal mi piacque poi.