CXXXVIII
Milla con chioma sciolta e scinta vesta
Rassembrava Fortuna allegra in vista,
Mentre asciugava al sol l'umida testa
E di me s'infingeva essersi avvista;
Ma la maga circea con arte onesta
Fé del mio cor fierissima conquista
Allor che dal verrone agile e presta
Qual lemura involossi a la sprovista.
Quando uscì fuori da la adamia costa,
Eva non fu sì bella e sì venusta
Come costei, che a' danni miei non sosta;
Ma coronata fronte o tempia augusta
Fuggir non può la sorte in ciel disposta;
Ché morte al fine ogni alterezza aggiusta.