D.XIII.
Viva chi vuol chontento in questo mondo,
anzi chi può, che io per me giamai
piacier, chontento o dolciezza ghustai,
ma fatiche anghosciose e grieve pondo.
Viva chi può filicie, o·vvòi giochondo,
che mia vita non sente altro che ghuai,
né mai per me non mostra il sole suo rai,
ma per Fortuna son più giù che 'l fondo.
Chi dolcie può sputare, ghustando amaro?
Chi può saper ch'è bene, se senpre è stato
fitto nel mal perfin sopra e chapelli?
El magno fa chonoscier l'uomo avaro,
ma chi è pover chome arà mostrato
suo magno chore a que' da ciò rubelli?
Par che·ll'alma si svelli
del chorpo mio, e·lla vita ne porti.
Fortuna, tu mi fai pur troppi torti.