D.XIII.

By Giovan Matteo di Meglio

Viva chi vuol chontento in questo mondo,

anzi chi può, che io per me giamai

piacier, chontento o dolciezza ghustai,

ma fatiche anghosciose e grieve pondo.

Viva chi può filicie, o·vvòi giochondo,

che mia vita non sente altro che ghuai,

né mai per me non mostra il sole suo rai,

ma per Fortuna son più giù che 'l fondo.

Chi dolcie può sputare, ghustando amaro?

Chi può saper ch'è bene, se senpre è stato

fitto nel mal perfin sopra e chapelli?

El magno fa chonoscier l'uomo avaro,

ma chi è pover chome arà mostrato

suo magno chore a que' da ciò rubelli?

Par che·ll'alma si svelli

del chorpo mio, e·lla vita ne porti.

Fortuna, tu mi fai pur troppi torti.