De la Avaritia. Rubrica LXXXVIIII.
O avaritia nimica di dio,
Tu ài sì strutto il mondo e fatto rio,
Che a mal torre e tener s'à rispetto:
E ciò mostra l'effetto
Che per cupidità d'esser signore,
O d'aquistar honor, cittade o terra,
L'un strugge l'altro, onde nasce la guerra,
La qual danna e diserta ogni valore.
Questo dimostra chiaro
Come è cieco l'avaro,
Ché così quel che possiede gli manca
Come l'altrui per cui ognor si stanca,
E perch'egl'è contra ragion tenace
Suscita sempre dogla sança pace.