De la Invidia e de' suoi effecti. Rubrica LXXXVIII.

By Auteur inconnu

O falsa invidia, nimica di pace,

Trista del ben altrui che non ti nuoce,

Tu porti dentro quella ardente face,

Che t'arde il petto, e altru' mette in croce.

Homo di miser stato

Non è invidïato,

Ma sol chi à del bene e tien vertute.

O prençe adunque d'ecterna salute,

Raffrena cotal fera;

Che non si strugga e pera

Per lo diffecto suo l'altrui bontate:

Che magior gravitate

E più alto dolor già non si sente

Che questo vitio tra l'umana gente.