De la magnanimità che è parte di forteza. Rubrica LXIII.
Impresa grave e alta con raxone
É magnanimitate,
La cui somma bontate
In dubïosa via
Con subita follìa
Né con tremor, ma discreta discende.
A lode né a lusinghe non attènde,
E del valor altrui parlar non cura
E fa sofrir la sua alta natura,
Né è di cose grandi amirativa,
Delle moral virtù è luce viva.
Magnanimo è colui che con raxone
A l'alte imprese actende:
L'onor del campo e d'arme a lui si rende,
Perché ben le dispone,
E tanto cresce in pregio et in valore
Che la sua chiara fama mai non more.