DECANTA I PREGI DEL DELFINO.

By Luigi Alamanni

Vener, Palla e Giunone avean tra loro

Question più grave che del pomo d'oro,

Di chi più fosse il gran delfino Enrico;

E fer giudice Giove a tutte amico.

Forma, grazia, bellezza e cortesia

Mostran, Vener dicea, che di me sia.

E Palla irata: Or chi 'l vorrà levarme,

S'io l'ho fatto il maggior di senno e d'arme?

E Giunone: A me sola si richiede

Un di tal regno e di tal padre erede.

E Giove allor dal sacrosanto trono:

A ciascuna di par l'affermo e dono.

Disse Europa ad Enrico vòlto in toro:

Più in te, che in Giove volentier dimoro;

Che ben posso sicura e lieta andare

Sopra sì gran delfin per mezzo il mare.

Arïon quando Enrico rimirava

Che fatto un tauro Europa ne portava,

Disse: Cerca il tuo Giove, o donna ria,

E mi lascia il Delfin ch'è sede mia.