Del clarissimo signor Francesco Bembo, nobile veneziano.
Qual ergerai, Ferrara unica e diva,
simulacro dovuto al gran Guarino,
che col raro intelletto e pellegrino
t'adorna, il mondo illustra e al cielo arriva?
Chi giamai scrisse, e or chi fia che scriva,
a paragon di lui scrittor divino?
A lui, ch'è un novo Apollo, a lui m'inchino,
da cui sì dolce plettro ogni or deriva.
Questi col suo valor s'è fatto donno
d'ogni alto spirto di virtute amico,
ch'in voce e in carte ogn'or l'essalta e onora.
Ma quali rime a pien lodar lo ponno,
s'ogni effetto d'onor, moderno o antico,
picciol sarebbe a' suoi gran merti ancora.