Del piantare delle uite.
Se taioli piantare uorai,
Come io dirò così farai.
In primamente quando tu li cogli
Di quilli da uva uoglio che tu togli.
Quelli che no fareueno lassa stare,
Non li curare mai de piantare,
E coglili sempre mai a luna cresente,
E tienti questo bene a mente.
E va da dì sette infino al pieno
E tuoi del più driedo che u' eno.
Che l'umidita loro dico ch'è tanta
Più sana ancora che corrota.
Li taioli quando ano del uechio,
Al ben pigliare ell'è un spechio,
E se del vechio non auerano,
Meno assai se pigliarano.
Ma pur se piglia più e meno
Secondo la natura del terreno.
Quando tu cogli li taioli
Taglia tutti li caurioli,
Aço che inseme no s'apiglino,
Né l'un né l'altro s'ingatiglino.
Dilunçi ça li fa tri piedi,
Çoè onçe trentasei.
Togli poi e mitti in conserva
Sotto la terra e sì tte serua
In fino al tempo del piantare,
Com'è usança sua di fare,
O uoi dire de l'insedire,
Che quasi a un tempo se pò dire.
Quando tu in conserua li miti
Conçali che siano bene raditti;
Li occhi di sopra lassa auerti,
Fuor de la terra discouerti,
Sì che suspirar posin fora
L'umidità da loro alora.
Poi al tempo del piantare
Volonsi ancora retagliare,
E meterli guso in meço fossa
In su la terra ché rimossa,
Sì che posin ben radicare,
E cresere e multiplicare.
Non li ficare mai in la riva
Che quel ficar del pigliar priua;
Perché la riua è sempre dura,
E li taioli uolon la coltura,
E molto meno assai se perdono,
Perché li piantaturi quello non intendeno.