Del signor Orazio Cardanetti perugino.
Guarin, se per favor d'aure seconde
sperar potessi avicinarmi al colle
u' Pindo altero ed Elicona estolle
il giogo e Febo alto valore infonde,
cinto de l'alma ed onorata fronde
ch'egli indarno seguio, come 'l ciel volle,
farei, GUARIN, sonar dov'egli tolle
l'aurato carro e dove inchina a l'onde.
Ma che, folle, sper'io? O d'altrui tromba
a voi, signor, che vale? A voi che sopra
il ciel, non che Parnaso, ite volando?
Il vostro nome alto per sé rimbomba,
ond'io v'onorerò con gentil opra,
quasi nume divin, tacendo, amando.