Della superbia e de' suoi effecti. Rubrica LXXXVII.

By Auteur inconnu

O mente folle del superbo altero,

C'al cielo e alla terra è odioso.

Ciascun superbo si tien valoroso,

Tanto soperchio ama sua essença,

Ch'el tien ferma credença

Di mettersi sicuro ad ogni impresa;

Ond'egli à spesso morte o grave offesa.

Folle è chi non conosce il tempo è 'l stato

Che gratia o fortuna li concede,

Però che sempre a suo danno procede;

Ma conoscença tien l'uom in honore

E di grande lo fa venir magiore.