Delo insedire de le uite.
De lo insedire de le uite
Sette modi son ch'io uiti,
Che tutti se uolon inuischiare
E sença uischio mai non fare,
Che 'l uento e l'aqua gli entrareue
E la seda perder se poreue.
Lo primo modo è sotto terra
Fallo cun uischio, o uo' cun cera,
Che l'è assai bona mainera.
Lo secondo si è a çanchetto:
Conuense far molto ben destro,
E chi fa ben bon modo è questo.
Lo terço si è a unghielle,
Molto è gentile cosa e belle;
Ma gran briga è a far quelle
Perché se sega o ua a bietta,
In uide grosse se de' far questa.
Lo quinto si è a torsiare,
Bella cosa è quella a fare,
Ancora gli ène de miglior mi pare.
Lo sesto si è al triuelino,
Chi ben fa el foro el se gli tene,
In uide sconça e molto fine.
Lo settimo si è a lieua schieça,
Bel modo pare, et è che creça
Per tanto ch'io troui e ueça.
L'ottauo modo si è de pero,
E de cirexa, prugno e melo,
Da uitte non è miglior di uero.
Se tu uo' insedire altro alborsello
O da sedetto, o da bucello,
Cerca allora in su cara cosa,
Che lo ò ditto e scritto in prosa
Tutti li modi de lo insedire
D'ogni alboro che sia da dire.
Ma bisogna de dire questo ancora,
Che non è mingha un dire di fola,
D'ogni arbor dico che insedire uoli
Gli siditti uoglio che de cima togli
Quando la luna è tonda e piena,
E non poi quasi falire a pena.
De seda de uide quel non s'intende
Perché la lor cima mal se prende.
Dessi adoncha tor d' meço in çuso
Perch'è più saldo e più lignoso,
Intiendi ben ti modi ch'èn ditti
Come tu de' tore li siditti.