Di Giovanni Zacchi

By Malatesta Malatesti

Posto ch'io peregrino al giogo altiero

passeggi alpestri colli, hispidi monti,

profonde e obscure valli, horribil' ponti,

alti saxi, dumoso calle e fero,

un roboante speco, un bosco nero,

torridi fiumi e resonanti fonti,

per faggi e habeti al ciel presso che gionti,

barbara gente, uso e costume austero,

per Eolo furibondo, che talhora

volar fa i marmi d'una in altra serra,

per densa nebbia e abruta pendice,

non è che sempre ad ogni punto e hora

io non ricordi e pianga quella terra,

dove lassai la mia diva fenice.

<Io> dico di Volterra,

che exul e vago mi manda pel mondo,

dell'altrui colpe sostenendo il pondo.