DI LÀ...

By Giovanni Pascoli

L'entrata era aperta, nel sole,

sopra anditi pallidi e lunghi.

Di fuori era odor di viole:

ma dentro, di muffa e di funghi.

Qua prati, là via senza capi,

qua zolle, là squallidi tufi.

Di fuori ronzavano l'api,

ma dentro soffiavano i gufi.

Veniva di qua, mattiniero,

lo strido di rondini folte;

di là, di laggiù, da quel nero,

un suon di campane sepolte.

Entrasti... fra cespi d'assenzio,

cogliendoti un non-ti-scordare-di-me...

La porta col blando silenzio

dell'olio t'udisti serrare su te!