Di monsignor illustrissimo Piccolomini arcivescovo di Siena.
Sovente la mia musa, in zelo accesa
di tesser le tue lodi alte e celesti,
vuol ch'io di squilla al primo suon mi desti,
e la bella incominci ardita impresa.
Ma non sì tosto la man calda ho stesa
che trema e gela, e pur vien che s'arresti,
sì chiaro al cor mi suona: – Or che potresti
mai dir, ch'a lui non sia danno e offesa?
Egli è d'ogni virtù fontana, è sole,
e par non ebbe in terra unqua o simile,
e va per fama in fin sovra le stelle.
Taccia divin subietto umano stile,
ei di se stesso, come d'altri suole,
le grazie e i fregi ogn'or scriva e favelle.