Domini Jacobi Sanguinatji Patavi cantillena ornatissima contra luxuriam incipit:...

By Auteur inconnu

Spegnasse homai la fiamegiante stella

Che dal suo nido manda le faville,

Racholte a mille, a mille

Dentro dal cuore, e manchi ogn'altra luce;

Accioché in darno più non se destille

L'alma facta già d'amor ancella,

E dotto e soa sorella

Venghano omai, e sia con lor qui duce

El principo d'abisso e chi produce

Tenebre obschure, e tenebrosa morte,

Aprendo le soe porte

Spandi fuor voce e puzolente solfo,

Poiché luxuria ha sì profondo golfo.

Li ochi amorosi, e la serena vista

Di qualonqua più arde e fervente ama

Suspendano ogni brama,

E 'l viso con vergogna a terra stia;

Né palma più se colglia, o verde rama,

Che adorni coma, dove amor s'acquista;

Ma diffamata e trista

Megiera qui si veda nocte e dìa,

E pilgli Pluto homai la signoria

Del mondo sagurato in ogni banda,

E de l'inferno spanda

Fuoco tremando e venenoso fiato;

Poiché luxuria acampa in ogni lato.

Manchi del cielo ogni influentia degna,

E surgha fra' mortali iniqua volglia,

Qual fu di greci a Trolglia;

Né più se trovi amore o fideltade,

E spegnasse homai ogni letitia e giolglia,

Vincendo al tutto ogni inimicha insegna,

E l'aer d'ira pregna

Menaççi al mondo pena e crudeltade,

Horribil fere e sangue per le strade

Dischorra ognhora, e più non sia unione,

Justitia, né rasone;

Ma guerre, sforçamenti e tyrannia;

Poiché luxuria cussì vol che sia.

Phoebo dolente ogni suo raggio aschonda,

E su la terra più non sia Dïana,

E stia da noi lontana

Del cielo ogni pietade e suo favore,

Né gratia più se trovi, o cosa sana,

E sechissi ogni pianta e verde fronda,

Né sia chi più risponda

A qual più mercè chiama al suo dolore;

Ma Jove irato, e Marte con furore

Commova il cielo a folghore e tempesta,

E sempre sia mollesta

La giente in sieme, e cerchi soa ruina;

Poi che luxuria qui se fa regina.

Rompasse fede tra più cari amici,

Manchando ogni promessa e giuramento,

E sia del tutto spento

Honesto amore, bontade e gentileçça,

E sforci ogni rason el fier talento,

E siano i buon pensier al cuor nemici,

E qual più son fellici

Pianghano ognora, e fugha soa vagheçça,

Né amor sia in donna e natural beleçça;

Ma belve antiche e giovene e polcelle,

Sposate e vedovelle

Empiano homai la scellerata gola

Poi che per tutto la luxuria vola.

Strecta amicitia, e vera fradelança

Coniunction di sangue e caldo effecto

Dischaci ogni sospecto,

Insieme usando con la filglia il padre,

Sorore con fratelli in un sol lecto

Nudi, e in aperto alberghino a fidança,

E ciaschun prenda mança

Seguendo il gusto e le soe volglie ladre;

Né sia chi veda e reprendendo squadre

Tale opre nefande, e lascivi acti;

Ma sian destructi e sfacti

Che por volesse freno a tanta furia;

Poi ch'onestade è vinta da luxuria.

Luxuria adonque in ogni parte viva,

E façasse del mondo imperatrice,

Firmando sua radice

Con lega aperta come nel suo regno

Semiramis fece, e meratrice

Diventi ogni honesta, e non sia schiva;

Ma qual si fa più diva

Segua soa volglia sença alchun retegno,

Sì ch'ogni ventre sia gonfiato e pregno,

E far turrischa fiamma, e fuocho ardente,

Che abrusi, e sia possente

A far del mondo un lupanario aperto,

Che a Vener sia cum sacrificio offerto.

Cançon, sdignosa e justamente irata

Contra lascivi et la corrotta setta,

Nefanda e maledetta,

Che sta nel fuocho, e la soa fama cova

Cum alta voce, e tutta schapilgliata

Hor va per ogni strada

Chiamando forte sì ch'ogn'huom si mova

E cerchi ardendo ogni luxuria nova.