Dominus Malatesta ariminensis.
Io confesso a te, patre, i mei peccati,
E primamente i toi deci precepti
Io gl'ho più volte adulterati e infecti
Cum li mei vitij enormi e scelerati
I delicti mortali ho tanto usati
Che se cum gratia pia tu non remetti
Io me vegio caschar ne gl'interdecti
Locchi d'intorno abysso, o sta i damnati.
I cinque sentimenti ho tanto prompti,
Chi ode, vede, odora, gusta, o palpa
Ogni voluptuoso e vagho obiecto.
Alumame, signor, che son qual talpa;
Per nui spandesti per quei cinque fonti
El pretïoso sangue benedecto.