DUE CONOSCENZE

By Emilio Praga

Io conoscea due vispe vecchierelle

che vicino abitavano di casa:

le due cuffie eran sempre alla finestra,

e per l'aria venìa

un confuso cianciar pien di allegria.

Parevan le due candide cuffiette,

fra quei vasi di fior, due tortorelle,

e or rivolti alla strada, ora alla gronda,

quattro occhietti brillanti

studiavan gli uccelletti e i viandanti.

Io passava di là quasi ogni sera

e m'avean le due donne in simpatia,

ché, fra tanti a ragazze accompagnati,

mi vedevan soletto

e mi credean dabbene e poveretto.

Anch'io le amavo, e un dì, come deserti

vidi i balconi del convegno antico,

chiesi novelle: moribonda l'una

l'altra al letto davanti

a pregar la madonna e tutti i santi.

L'ammalata morì; fu un epitaffio

breve alla porta della chiesa, e un requie

di più. L'altra tornò nella sua casa

stretta, oscura, pudica

come la bara della estinta amica.

E più di quella restò forse chiusa.

Quando al sol si riaperse, oh cosa triste!

intisichian non innaffiati i fiori,

e la vecchia languente

guardava intorno e non vedea più niente.

Dimenticato anch'io, son mesi e mesi

che ho mutato cammin, come gli uccelli

che sul miglio infedel piansero molto,

poi decretâr lo sfratto.

I fiorellini erano morti affatto.