Duolsi un amante che il suo canto non può vincere la crudeltà della sua donna

By Girolamo Preti

Con l'ali del mio troppo ardito ingegno,

Quando dal suo mortal si scuote e svelle,

Spiego il volo talor verso le stelle:

Amor è la mia scorta, e gloria il segno.

Ma struggon l'ali al volatore indegno

Due luci ardenti e di pietà rubelle,

Ond'Icaro infelice, al sol di quelle,

Nel mar del pianto a ricader ne vegno.

Prendo ben io talor l'usata cetra,

E 'l bel nome adorato o scrivo o canto,

Per dar, novo Anfion, senso a una pietra.

Ma perché vuol de la mia morte il vanto,

O non cura, o non ode, o non si spetra;

O vuol da me, più che l'inchiostro, il pianto.