Egloga seconda
Terrò la via del mezzo; e, come sempre
Non rimerò, così non tutti ancora
Farò intieri i miei versi, e fia mia legge
In lor non aver legge, e con ragione:
Ch'agli augei dee lasciarsi il tornar sempre
A far un verso, e replicar le rime.
Or do principio, e voi tacete intanto.
Giove, tu che governi
Col ciglio terra e cielo,
E da noi non veduto
L'universo empi, e l'opre nostre scorgi,
Aita oggi a me porgi,
Sì ch'il mio canto adombri
Almen le lodi in parte
Di chi qua giù t'assembra,
E padre è, come te, d'un novo Marte.