Egregii atque eloquentissimi juris consulti domini Nicolaj de Malpilglis de Bono...
Fleson, Cons, Pyrois et Etheon
Tremuli anchora del sceptro apolano
Per la gubernation prava di Pheton,
Già sottoposta al carro havea la mano
Phebeyda con la turbida visciera
Sentìa il futuro eclypsi proximano.
Nata è la stella, che con chiara ciera
Incoronata di peneyda fronde,
Che obschurata rende l'altrui lumiera,
Orphano fia Parnaso et joconde
Letate muse de più dolce cancto
Per nevella vertù che non s'asconde,
Tacciasi Orpheo, che con cetra tanto
Hedifichò poi Thebe, perché nova
Luce radiante a lui se obvia.
Taccia Amphione, che con melodia
Con Plute fe' ch'ebbe soa compagnia;
Ma 'l troppo amor se gli converse in pianto.
Minerva et Diana ne fa gran prova,
Che t'hanno assumpta per novella ancilla;
Ma questo sença studio pocho giova.
Ricordati della francha sybilla,
Ch'il sexo femineo tanto ha honorato
Per lo dolce parlar che de lei stilla.
Pallas se gloria dello ingegno dato
Da natura gentile a toa persona,
Et già li siedi dal sinistro lato.
Dal dextro fiancho se pon la corona
Che solamente con studio s'aquista,
Quando per força il falso s'abandona.
Et poi che posta t'hai nell'alta lista,
Fa sì che 'l nome consiequa alla cosa
Per cui forteçça, ignoranza s'attrista.
Apollo per paura non si posa,
Abandonato dalle donne nove,
Et confortarsi del tucto non osa.
Ma la gratia di quel che tutto move
Sormonti toa vertù d'ogni honor dea,
Da cui possança ogni altra gratia piove:
Non so se dica sybilla, o Amedea.