Eiusdem carmina ad magistrum Ladislaum Neapolitanum. .

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Questi alti, gloriusi e gran pensieri

M'hanno, gentil mio ladislao, privato

Di bei ristori e di bei tempi andati;

Né quel Antonio son ch'era l'altrieri.

Et ben ch'endarno adiuto mai non spieri

Da chi i mei sensi fon presi e ligati,

Pur sonno anchora sì lassi e fiacchati

Che gir non sanno fra la gente altieri.

Unde ogni vana impresa altrove è gita,

E sto come huom che del mal far si penta

E che ritorna a più felice vita.

E l'alma già rischossa ormai s'attenta

Arditamente andar ove c'envita

La gloria nostra, che mai pere e stenta;

Quantunqua io dentro senta

Quella antiqua ferita in meggio el core,

Pur ho cangiato stil, bandito amore.