Eiusdem carmina magnifico domino Malateste.

By Auteur inconnu

Dove ne l'occidente fremon l'onde

Per la força del cielo e soi momenti

Vincto ha l'orsa mortal col rostro e spenti

Virtù, excellentia, alti sembianti e bionde.

Parla, Cesare mio, perché t'aschondi

De l'almo imperio gli to raggi ardenti?

E perché avolte son l'ali soventi,

E gli occhi peregrin pur gira altronde.

Non vidi impalledir le stelle e i poli,

Pianger il sole al desioso albergho,

Cangiando i ray, le faretre e chiome.

Non vi' tu al capitolio antiquo toli

Un ver tribun; non vi' tu el viso e 'l tergho

Nudo d'argento e palio d'or lo piome.