Eiusdem Joannis mutinensis.

By Auteur inconnu

Ne l'hora che la caligin nocturna

Durar non pò dinanzi alla pupilla

De Thyton, che sfavilla

Lucidi raggi, che l'asorbe e sciugha

Et la sua prima parte se diurna,

Come è piacer della soa prima ancilla,

Che con chiara scintilla

Tenebroso turbor dissolve et fugha

Et l'humido vapor che se rassciugha

Nel corpo human compiuto alla quïete,

Risolvendo lebete

Ogni acto sonolento se sotilia,

Sì che riman tra 'l sompno e la vigilia.

Cossì disposto vidi della terra

Surger la dolce folglia e batter l'ale,

E parvemi cotale

Qual nello apocalisso Giovan scrive,

E con tutte le lingue grido: guerra.

Veggio fra' miei inimici il più mortale,

Convien che caggia male,

Sì che divenghan soe potentie prive,

E l'antico signor convien che arrive

Nella sua prima e vecchia signoria,

Et l'aspra tyrampnia,

Che privò lui et me de forti fati,

Convien che torni nei soi primi stati.

Attento stando alle cose predette:

Guarda, me disse, in verso i mei inimici,

Che da l'alte pendici

Di lor vedrai isciender cosa nova.

Al ciel guardando, quatro giovenette

Vidi canctar con acti sì felici,

Che l'humane radici

Manchar del viso, e l'ochio perdè prova.

Poi sopra il ciel, che tutto abraccia e cova

Per aspecto d'affanno maravilglia,

Biancha, verde e vermilglia

Vidi dona una in tre danzando a rota,

Festa facendo della dicta nota.

Callando gli ochii a terra vidi Clyo,

Calyope, con l'altre soe sorelle

Per le buone novelle

Sonar canctando l'antiche Rebee.

Vidi Helicona spander da sé rio,

Stillar ioconde e chiare fontanelle,

E le nove sorelle

Tollarse sete de l'onde Pennee.

Vidi anchor Tersicore e le Napee,

Apollo vidi con lo stuol rectorico

Canctar trahendo, e cronico

Mercurio vidi con solicitudine

Canctar sonando la vecchia testudine.

Al dolce cancto che facea Orpheo

Le Pyeride sancte facean festa

Con girlandette in testa,

E similmente Pallade e Junone;

In parte solazava il gran Tymbreo,

Eolo con Neptuno a tale inchiesta

Profferìan lor podesta,

Assai e pocho fuggendo stagione.

Baccho e Ceres per simil Sermone

Profferìano affliuentia, o ver penuria,

Secondo ch'alla curia

De l'antico Signor serà in piacere,

E se disponer sotto il suo volere.

Poi me rivolsi alla parte sinistra,

E vidi il gran Plutone e Proserpina

Pianger con gran ruina,

Perché s'avvisan manchar di lor regno.

Megera vidi piangolosa e trista

Dire alla matre misera e meschina:

Non vedi la divina

Disposition con ogni nostro sdegno?

Vidi Genon nel consueto segno

Grave lamento far verso Medusa,

Dicendo: homai se' schiusa

Et io anchor de l'usato operare;

Poiché l'antico comentia a regnare.

Cerbero vidi schapilgliato e fioccho

Quel d'Hercule de dir fu pocho danno,

Rispecto de l'affanno

Ch'aparechiar se vide in mio contraro.

Thesiphone dice: assai giova poccho

Metter gigania, o seminar de inghanno;

Poi che l'antico schanno,

Si vede racquistar senza riparo;

Dicendo che all'aspro supercilio

Se 'l superno concilio

È pur disposto a rinovare il cielo,

Indarno se saetta homay mio telo.

Mentre che ciò divoto contemplava

Quella pennuta cui fu il primo detto

Disse: poi che 'l dirretto

Ordine è tolto alle due monarchie,

Per queste oblique vie

Convien che l'una calla e l'altra monti,

E che monarchia surga de' Veschonti.