Eiusdem magistri Nicolai Ceci viri clarissimi carmina incipiunt.
Il fiero sguardo e non devuto sdegno,
Che madonna ver' me ha sempre usato
Son cagion che sì spesso in questo lato
Con voi, driade e fauni, a pianger vegno.
Voi, che vedeti il mio exilio indegno,
Et come a morte ancor m'ha condampnato,
Fatil sentire a chi cason n'è stato
Ch'io sia habitator del vostro regno.
Fati ch'ella dischuopra il pianto e 'l fuoco,
L'infiniti sospiri, e 'l crudo scempio
Ch'avrian força di far pietoso Sylla;
E benché in lei pietà non habbia luoco,
Forsi che nel suo cor gellato et empio
Se accederà d'amor qualche favilla.