Eiusdem Philippi Barbarici patritii veneti carmina.

By Auteur inconnu

Se mai in purpurea veste il nobil toscho,

Che amò già tanto il reverendo lauro,

Veduto havesse il mio dolce thesauro

Per cui più volte il ciel seren m'è foscho,

Forsi de Laura soa obschuro e loscho

Sarebbe parso il lume, che restauro

Gli diede de sospir; sol per questo auro

A cui nel mondo hol simil non cognoscho.

Perché disposto havrebbe ogni suo ingegno

In dar fama a costei, che i casti sdegni

Honora di Lucretia e l'opre sante.

Ma 'l ciel non volse, sol per farme degno

Del suo bel nome; hor taccian d'odio i pregni,

Né gli sian nove le mie lode tante.