Eiusdem Simonis Saviotii senensis cantillena compendiosa sanctissimo et beatissi...

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Benedictus dominus deus Isdrael.

Perché del popul della plebe sua

Ha facto redemptione,

Hor come gli angioletti in ciel s'adua

Cantando in versi: o sancto Manuel;

Cossì cantren nui quella oratione.

Elgli è venuto il tempo e la stagione

Del buon Saturno e della prima etade,

O divina bontade,

Che çe ha prestato il doloroso veltro.

Questo non ciberrà terra, né peltro;

Ma sapientia, amore e virtute;

Nato tra feltro e feltro

Qual fia de cristian ferma salute.

Venite, exultemus domino nostro.

Venite a contemplar l'alto monarcha,

A noi patre e missìa,

Hora sia Babilonia spersa e scharcha

De falsi mori et venenoso mostro,

E conculcata superbia e simonia.

Magnificato et benedecto sia,

Signore Iddio, la tua iusta clementia;

O divina potentia,

Mossa ad pieta' della toa sancta fede,

Le lacrime e le strida ad te chiamava,

Hora la toa mercede

Ci ha dato il ben che tanto s'aspectava.

Gloria patri et in excelsis deo!

In terra pace, carità, e amore;

Dio sempre sia laudato e rengratiato.

Ralegrative mandrie, eccho 'l pastore.

Non Tytiro parà a voi, o Milibeo,

D'altra industria il vedriti e più doctato;

Sulmona Ovidio e lui ha ingenerato,

Fertile, bella, pretïosa et acta,

Picchola, benché facta

Grande de tai dui viri et immortale.

Felice ventre, onde di tanto e tale

Lume del mondo çe ha soccorso in vita,

Che sotto le sue ale

Cristianità fia hoggi exaudita.

Ave, Rabi, ave, sacerdos magnus!

Patre e signore, a cui son poste in mano

Le somme chiave alla superna leggie,

A te richorre ogni fidel cristiano,

Solo refugio a cui se rachompagne

L'anima nostra, e mondala e correggie

L'aspectato disìo, che çi nutricha,

Purché la lupa anticha

Da giusti denti toi sia conculcata.

Cossì serà la fede amplificata

E tolta ogni heresia et ogni sisma.

Vedrai l'alma beata

Più che giamai canctare: ave baptisma.

Te deum laudamus, coeli et stellae!

Rengratiaremo il tempo, el giorno e l'hora

Che Iddio çe ha visitati in tanta pace.

Fugite son le fiere, e le rapace

Bestie, e rimesse triste onde ello uscìo.

Ciaschun ringratiò Iddio;

Per te ce ha posto in pace et in riposo.

O septimo Inocentio, vero sposo

Della chiesa de dio, qual hoggi aspecta

Per te, patre pietoso,

Essre hora più che mai bella e perfecta.

Civitas nova mater Jerusalem.

Nella man dextra dello excelso padre,

Cançon predicharai per tutto il mondo;

Tu vedi apresso la beata madre

Relevarsi per lei in Bectelem

Le virtù alte, e' vitii esser in fondo.

Dì a ciaschun cristian che stia iocondo

Di tanta gratia, e della nuova manna,

Et ogni spirto mondo

Tolglia gli olivi e cancti: osanna, osanna!