Elegantissima demostratio extremi juditii incipit.
Nel dì che l'ira de chi tutto rege
Se mostrarà nel mondo pien de foco,
Sì come gli altri cum David se lege,
Quanto serà tremore in ogni loco
Come dio patre alhor dovrà vegnire
A judicare el mondo a poco, a poco.
La tuba col gran suon potrem sentire
In ogni parte, e da lunge regione,
Ch'avanti al tron se si farà apparire.
La morte e la natura a tal stagione
Staranno sbigotite in gran stupore
Quando seremo posti anzi a rasone.
L'antique carte in le qual pocho honore
Habiam passato in la passata vita
Relecte a nui seram cum tal fervore,
Che mai non venne per fortuna sita
Ch'a parte, a parte se potesse udire
Quando cade qua giù dal ciel partita.
Hor che faremo? non potrem fugire
Davanti al suo conspecto fulminoso
Infin che ze farà sempre languire.
Alhora l'homo cum lo cor deglioso
Mirando cum la mente el gran monarcha
Temenza havrà del fine exitïoso.
Adonque voi, mortali, hor questa barcha,
La qual se chiama vita governati
Cum aura tale che segonda l'archa.
De terra e de mal fumo seti nati,
Da quella ve partiti et a qual porto
Tornar doveti hor già questo sapiati.
Signor celeste, almen qualche conforto
Rendi a mi miser, solo et affannato,
Benché più volte in ti facto habia torto;
Acciò ch'io non sia morto
Per pena eterna dal terribil grido
El qual temer farà per sì gran strido.