Endimione, che risguarda la Luna di Carlo Viniziano.

By Giovambattista Marino

Sotto il freddo seren su l'erba assiso

presso il fidato Can, lungo l'armento

stavasi Endimion col guardo intento

il suo notturno Sol mirando fiso.

E con selvaggio e rustico sorriso

l'ombra additando del macchiato argento,

notava sol fra cento raggi e cento

le stampe de' suoi baci entro il bel viso.

E la scorgea per mezo il folto orrore

rotar il carro lampeggiante e vago

rossa di scorno, e pallida d'amore.

Quando CARLO il ritrasse, e del suo Vago

correndo Cinthia al dilettoso errore,

rifiutò 'l vero, ed abbracciò l'imago.