Endimione, che risguarda la Luna di Carlo Viniziano.
Sotto il freddo seren su l'erba assiso
presso il fidato Can, lungo l'armento
stavasi Endimion col guardo intento
il suo notturno Sol mirando fiso.
E con selvaggio e rustico sorriso
l'ombra additando del macchiato argento,
notava sol fra cento raggi e cento
le stampe de' suoi baci entro il bel viso.
E la scorgea per mezo il folto orrore
rotar il carro lampeggiante e vago
rossa di scorno, e pallida d'amore.
Quando CARLO il ritrasse, e del suo Vago
correndo Cinthia al dilettoso errore,
rifiutò 'l vero, ed abbracciò l'imago.