ESPIAZIONE

By Niccolò Tommaseo

Mesto sentire e lieta fantasia,

raccolti affetti il mio genio mi diè;

e tra l'audacia de' pensier' fioria,

qual fiore in selva, il pudor della fé.

Ma per ingrate terre i' derivai

la limpid'onda che venne di ciel;

e gli erranti per l'alto idoli amai

gravare, indegno, con sordido vel.

Muta allor di splendori ed in gramaglia

parvemi avvolta natura veder;

e fremer dentro sentii la battaglia

infaticata de' molli pensier'.

Lunga tela è la vita: e, se in un punto

fallì la mano al difficile ordir,

ivi vaneggia, e gracile e disgiunto

cede ad ogni urto e si squarcia il desir.

Lasso, il riso vedrai della serena

speme, nebbiose memorie velar:

de' passati anni udirai la catena

lungo-strisciante per terra sonar.

Caddi, ma piansi ancor; piansi, e parlai

delle mie piaghe, o Signore, con te:

e risorsi, e ricaddi; e pur pregai,

e vincitor mi composi al tuo piè.

Né fu viltade il creder mio, né tacqui

da lui diverso l'errante voler:

e amai quanti eran buoni, e mi compiacqui

ne' bei perigli del libero ver.

Risorgerò poeta. E tu con meco,

giovane stanco del vano vagar.

Sento sull'alma mia, come su cieco

abisso, un'aura divina volar.

Ogni affetto una vita, è tutto un mondo

ogni pensiero: e quest'alma immortal,

come le penne aprì, tocca il profondo,

emula al volo degli Angeli sal.

La region degli Angeli, partita

per sottil velo da' sensi, m'appar.

Centuplicata intorno arde la vita,

siccome stelle tremanti nel mar.

Questa che muove e sta, suona ed olezza,

e in sette brilla ed in mille color',

e palpita di morte e di bellezza,

materia arcana, pregnante d'amor,

è aura che da lunge, messaggera

d'ignote terre, volando ne vien;

è di voci armonia, che non intera

giunge, e si perde nell'ampio seren.

Questo, che me di tanto amor circonda,

ampio universo, e si curva su me,

spirito è tutto: e, come sole in onda

Dio vi penètra e lo compie di sé.

Come del nostro sol corrono i giri

immensi intorno a più splendido sol,

tal d'amor mille io veggo e di martiri

rote scontrarsi; e con mistico vol

di mondo in mondo, e d'una in altra prova

scendere a schiere gli spirti e salir;

e ogni cosa rifarsi, e sempre nuova

onda di spirti e di mondi venir.

E in questo mar nuotiamo. E dei venturi

anni siam parte e del tempo che fu.

E forza i mondi andati e i nascituri

prendono e danno all'umana virtù.

Degli spazii e de' secoli sovrana,

leviam la mente alla cima del ver:

né sola abbracci la famiglia umana,

ma i cieli eterni, l'umìle pensier.